Qual è il paese più inquinato al mondo?
La Cina è il paese che inquina di più al mondo in valore assoluto: nel 2024 ha emesso 12.289 milioni di tonnellate di CO2, il 31,8% del totale globale. Pro capite, però, il primato spetta al Qatar (41,3 t per persona), mentre il paese con l’aria più inquinata è il Pakistan, secondo l’ultimo rapporto IQAir sulla qualità dell’aria.
La classifica dei paesi più inquinanti per emissioni totali di CO2
Misurata in volume assoluto di anidride carbonica, la Cina domina largamente la classifica: quasi un terzo delle emissioni mondiali proviene dal suo territorio. Gli Stati Uniti (12,7%) e l’India (8,3%) completano il podio: insieme, i tre paesi generano oltre la metà della CO2 globale, secondo il Global Carbon Budget 2025, che prevede peraltro un nuovo record nel 2025 (+1,1%).
| Posizione | Paese | Emissioni di CO2 (Mt) | Quota del totale mondiale |
|---|---|---|---|
| 1 | Cina | 12.289 Mt | 31,8% |
| 2 | Stati Uniti | 4.904 Mt | 12,7% |
| 3 | India | 3.193 Mt | 8,3% |
| 4 | Russia | 1.781 Mt | 4,6% |
| 5 | Giappone | 962 Mt | 2,5% |
| 6 | Indonesia | 812 Mt | 2,1% |
| 7 | Iran | 793 Mt | 2,1% |
| 8 | Arabia Saudita | 692 Mt | 1,8% |
| 9 | Corea del Sud | 584 Mt | 1,5% |
| 10 | Germania | 572 Mt | 1,5% |
| — | Mondo | 38.599 Mt | 100% |
In cima alla classifica troviamo i paesi più popolosi e industrializzati: la Cina concentra la manifattura mondiale e dipende ancora fortemente dal carbone, gli Stati Uniti restano la prima potenza economica e le emissioni dell’India crescono con il suo sviluppo. Questi volumi enormi di gas serra sono la prima causa dell’effetto serra di origine umana e del riscaldamento globale che ne deriva: la concentrazione di CO2 nell’atmosfera ha raggiunto 424,6 ppm di media nel 2024 all’osservatorio di Mauna Loa, il più forte aumento annuale mai misurato dalla NOAA.
I paesi più inquinanti pro capite: l’altra faccia della classifica
La classifica si ribalta appena si dividono le emissioni per la popolazione. I paesi che emettono più CO2 per abitante sono piccoli Stati petroliferi e del gas: il Qatar è primo con 41,3 tonnellate a persona all’anno, quasi nove volte la media mondiale (4,7 t). Seguono Kuwait, Brunei, Bahrein e Trinidad e Tobago.
Questa metrica smonta molti luoghi comuni. La Cina, primo emettitore assoluto, scende a una posizione molto più modesta con 8,7 t per abitante, e l’India non raggiunge nemmeno la metà della media mondiale (2,2 t). Un americano medio emette invece 14,2 t all’anno, tre volte la media planetaria. Due fattori spiegano il dominio delle petromonarchie:
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1
il peso enorme dell’industria petrolifera e del gas nella loro economia;
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2
la loro popolazione ridotta, che ripartisce le emissioni su pochissimi abitanti.
Emissioni storiche: chi è responsabile del riscaldamento globale?
La CO2 resta in atmosfera per secoli: il clima attuale — il 2024 è stato il primo anno civile a superare +1,5 °C rispetto all’era preindustriale, con +1,6 °C secondo Copernicus — riflette quindi le emissioni cumulate dalla rivoluzione industriale, non solo quelle dell’anno scorso. Su questa metrica il più grande inquinatore sono gli Stati Uniti: circa 435 Gt di CO2 emesse dal 1750, quasi un quarto del totale storico mondiale.
| Paese o blocco | CO2 cumulata (Gt) | Quota del totale storico |
|---|---|---|
| Stati Uniti | 435 Gt | 23,5% |
| Unione Europea (27) | 301 Gt | 16,3% |
| Cina | 285 Gt | 15,4% |
| Russia | 123 Gt | 6,6% |
| Germania | 95 Gt | 5,1% |
| Regno Unito | 80 Gt | 4,3% |
| Giappone | 70 Gt | 3,8% |
| India | 66 Gt | 3,6% |
È la metrica della giustizia climatica: i paesi che si sono industrializzati per primi hanno immesso in atmosfera la maggior parte del carbonio che vi si trova oggi. La Cina ha già superato ogni singolo paese europeo e, secondo l’analisi di Carbon Brief, si avvicina al blocco UE-27 — ma il cumulo americano resta molto più avanti. È l’argomento centrale dei paesi in via di sviluppo nei negoziati delle COP: chi ha emesso di più storicamente deve fare i maggiori sforzi di riduzione e di finanziamento.
Il paese più inquinato per qualità dell’aria: la classifica PM2.5
Non è la CO2 a rendere l’aria irrespirabile, ma le polveri sottili (PM2.5). Su questo criterio, il paese più inquinato del mondo è il Pakistan, la cui aria ha registrato in media 67,3 µg/m³ di PM2.5 nel 2025 — oltre 13 volte la soglia annuale raccomandata dall’OMS (5 µg/m³) — secondo il World Air Quality Report di IQAir, pubblicato a marzo 2026. Bangladesh, Tagikistan, Ciad e Repubblica Democratica del Congo completano la top 5.
| Posizione | Paese | PM2.5 media (µg/m³) | Superamento della soglia OMS |
|---|---|---|---|
| 1 | Pakistan | 67,3 | ×13 |
| 2 | Bangladesh | 66,1 | ×13 |
| 3 | Tagikistan | 57,3 | ×11 |
| 4 | Ciad | 53,6 | ×11 |
| 5 | RD Congo | 50,2 | ×10 |
La mappa dell’inquinamento atmosferico coincide solo in parte con quella della CO2: il Ciad e la RD Congo emettono pochissima anidride carbonica, ma subiscono le polveri sahariane, la combustione dei rifiuti all’aperto e la cucina a combustibili solidi. Su 143 paesi analizzati, 130 (91%) superavano la soglia dell’OMS nel 2025 — solo 13 territori la rispettavano, tra cui Australia, Islanda, Estonia, Andorra e Panama. Nuova Delhi è rimasta la capitale più inquinata del mondo con 99,6 µg/m³, circa 20 volte il limite OMS, mentre la città più inquinata in assoluto è Loni, in India (112,5 µg/m³).
Dove si colloca l’Italia nella classifica?
L’Italia ha emesso circa 302 milioni di tonnellate di CO2 fossile nel 2024, pari allo 0,8% del totale mondiale: è il secondo emettitore dell’Unione Europea dopo la Germania, secondo i dati del Global Carbon Budget compilati da Our World in Data. Pro capite, un italiano emette 5,1 t di CO2 all’anno: sopra la media mondiale (4,7 t), ma nettamente sotto la Germania e gli Stati Uniti. La tendenza è in calo costante — le emissioni erano 340 Mt nel 2022 — grazie alla crescita delle energie rinnovabili e al calo del carbone nel mix elettrico. Resta però il divario con l’obiettivo di circa 2 t pro capite compatibile con l’Accordo di Parigi: ridurre la propria carbon footprint individuale rimane essenziale anche in Italia.
Perché la classifica dipende dalla metrica scelta
Non esiste un’unica classifica dei paesi più inquinanti: ogni metrica racconta una storia diversa, e conviene sapere quale viene usata prima di trarre conclusioni:
- Emissioni territoriali assolute: ciò che viene emesso entro i confini di ogni paese. È la metrica degli inventari ufficiali, dominata dalla Cina;
- Emissioni pro capite: le emissioni assolute divise per la popolazione. Riflettono lo stile di vita medio e mettono in testa le petromonarchie del Golfo;
- Emissioni storiche cumulate: la responsabilità nel riscaldamento già causato, in capo a Stati Uniti ed Europa;
- Emissioni di consumo: riattribuiscono a ogni paese la CO2 contenuta in ciò che importa. Una parte delle emissioni cinesi passa così ai consumatori europei e americani, i cui numeri salgono del 6-10% circa, secondo Our World in Data;
- Qualità dell’aria (PM2.5): l’inquinamento realmente respirato dagli abitanti, dominato da Pakistan, Bangladesh e Tagikistan piuttosto che dai grandi emettitori di CO2.
Esiste un indicatore ancora più ampio, l’impronta ecologica, che misura tutta la pressione di uno stile di vita sulle risorse del pianeta (non solo la CO2) e che viene calcolata dal Global Footprint Network: al ritmo di consumo attuale, l’umanità avrebbe bisogno di 1,8 pianeti. Per questo il giorno del sovrasfruttamento (Earth Overshoot Day) cade sempre prima: il 24 luglio nel 2025, contro fine settembre a metà degli anni Novanta.
Cosa fanno i grandi emettitori per ridurre le emissioni?
Gli impegni climatici dei grandi emettitori avanzano a ritmi molto diversi:
- la Cina punta al picco delle emissioni prima del 2030 e alla neutralità carbonica entro il 2060. A settembre 2025 ha annunciato il suo primo obiettivo assoluto: ridurre le emissioni del 7-10% rispetto al picco entro il 2035 e portare eolico e solare a 3.600 GW di capacità, secondo Carbon Brief;
- gli Stati Uniti si sono ritirati dall’Accordo di Parigi per la seconda volta: l’uscita è effettiva dal 27 gennaio 2026, lasciando il secondo emettitore mondiale senza un obiettivo climatico federale;
- l’India mantiene l’obiettivo di zero emissioni nette nel 2070, annunciato alla COP26 di Glasgow, investendo al contempo massicciamente nelle energie rinnovabili;
- l’Unione Europea punta alla neutralità climatica nel 2050 con il Green Deal europeo e a una riduzione di almeno il 55% delle emissioni nel 2030 rispetto al 1990.
Mentre gli Stati negoziano, anche privati e imprese possono agire: ridurre i consumi, scegliere energia verde e compensare le emissioni residue finanziando progetti ambientali certificati — dalla riforestazione (un albero assorbe in media 25 kg di CO2 all’anno) al parco eolico che Selectra sostiene in India per sostituire la produzione di elettricità a carbone.
Domande frequenti
Dipende dal criterio. Per emissioni assolute di CO2, il paese più inquinante è la Cina: 12.289 milioni di tonnellate nel 2024, il 31,8% del totale mondiale secondo il Global Carbon Budget. Per qualità dell’aria, invece, il paese più inquinato è il Pakistan, con una media di 67,3 µg/m³ di polveri sottili PM2.5 nel 2025 secondo IQAir.
Il Qatar emette più CO2 per abitante: 41,3 tonnellate a persona nel 2024, quasi nove volte la media mondiale (4,7 t). Seguono Kuwait, Brunei, Bahrein e Trinidad e Tobago, tutti piccoli Stati produttori di petrolio o gas. In confronto, un americano emette 14,2 t, un cinese 8,7 t, un italiano 5,1 t e un indiano solo 2,2 t.
Gli Stati Uniti sono il primo inquinatore storico: hanno emesso circa 435 gigatonnellate di CO2 dal 1750, quasi un quarto del totale cumulato. Seguono l’Unione Europea (circa 301 Gt, 16%) e la Cina (285 Gt, 15%). Poiché la CO2 resta in atmosfera per secoli, sono queste emissioni cumulate a determinare il riscaldamento attuale.
Il Pakistan ha l’aria più inquinata del mondo: la sua concentrazione media di polveri sottili PM2.5 ha raggiunto 67,3 µg/m³ nel 2025, oltre 13 volte la soglia raccomandata dall’OMS (5 µg/m³), secondo il World Air Quality Report di IQAir. Seguono Bangladesh, Tagikistan, Ciad e RD Congo, mentre Nuova Delhi resta la capitale più inquinata del pianeta.
L’Italia ha emesso circa 302 milioni di tonnellate di CO2 fossile nel 2024, pari allo 0,8% del totale mondiale: è il secondo emettitore dell’Unione Europea dopo la Germania. Pro capite, un italiano emette 5,1 tonnellate all’anno, sopra la media mondiale (4,7 t) ma in calo costante rispetto alle 340 Mt nazionali del 2022.